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Soldatessa americana ubriaca, l’avvocato Musicco: “Il processo per omicidio stradale si celebri in Italia”

Rischia di finire negli Stati Uniti il processo a Julia Bravo, la soldatessa americana ventenne che ha investito e ucciso a Porcia Giovanni Zanier, di soli 15 anni, travolto mentre conduceva a mano la bicicletta di un amico sulla ciclabile. Di stanza alla base di Aviano, la militare, di ritorno da una serata in un locale, aveva nel sangue un tasso alcolemico quattro volte oltre il limite: 2,09 grammi, quando quello legale è di 0,5. Accusata di omicidio stradale aggravato, si trova ora ai domiciliari nel suo alloggio.

L’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus (Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul Lavoro e Malasanità) e tra i promotori della legge sull’omicidio stradale, commenta così l’episodio: «Si fanno sempre più insistenti le voci secondo le quali il processo alla soldatessa potrebbe essere celebrato negli Stati Uniti, in quanto il reato è stato commesso da una militare. Vorrei ricordare che la Convenzione tra gli Stati parti della Nato del 1951 fa riferimento espressamente a reati avvenuti nell’esecuzione del servizio. È successo purtroppo con la tragedia del Cermis e per Nicola Calipari, per la cui morte Mario Lozano non ha subito alcun processo. Ma in questo caso Julia Bravo non era in servizio e va trattata alla stessa stregua di un civile. Il processo va celebrato in Italia e la normativa va applicata correttamente, per la gravità di quanto accaduto. Non vorrei che gli Stati Uniti, con un colpo di mano, pretendessero di esercitare una giurisdizione che non hanno. Lo Stato italiano deve tutelare le proprie vittime».