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Incidenti stradali, in Lombardia 438 morti nel 2019: “Aumentare i controlli”

L’Istat diffonde i dati sugli incidenti stradali in Lombardia: la situazione peggiore sulle strade urbane e per gli utenti vulnerabili, ossia bambini, giovani e anziani. L’avvocato Domenico Musicco: “Da anni chiediamo invano un aumento dei controlli su strada”

 

Nel 2019 sono morte sulle strade lombarde 438 persone su 32560 incidenti. I feriti sono stati 44400. Rispetto al 2018 il numero dei sinistri resta invariato, ma diminuisce quello delle vittime (-9,3%) e dei feriti (-0,5%).

Se questa prima notizia non può che essere accolta positivamente, è nel dettaglio che si notano le cose che vanno migliorate. In particolar modo il fatto che addirittura il 77,4% degli incidenti si sia verificato sulle strade urbane, con la morte di 188 persone e il ferimento di altre 32782 (il 73,8%).

L’incidentalità più alta in primavera. Dal 2010, stando ai dati, l’indice di mortalità si è ridotto da 1,4 a 1,3 deceduti ogni 100 incidenti, rimanendo sostanzialmente invariato. Ma in Lombardia, nel 2019, la morte in incidenti dei cosiddetti utenti vulnerabili (bambini, giovani e anziani) risulta superiore alla media nazionale: 45,9% contro 45,2%.

L’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul Lavoro e malasanità) commenta così le cifre diffuse: «Ancora una volta ci troviamo a dover chiedere maggiori pattuglie sulle strade urbane, così come ripetiamo da anni. Siamo molto indietro rispetto a Germania, Gran Bretagna e Francia, rispetto alle quali, solo per stare all’etilometro, effettuiamo circa un decimo dei controlli. La legge sull’omicidio stradale, che abbiamo fortemente voluto, costituisce certamente un deterrente che ha portato alla diminuzione delle vittime. Ma non può bastare. Neppure si può pensare a tale deterrente come soluzione di ogni problema. I dati, ancora una volta, lo documentano. Oggi, poi, il maggior numero di sinistri mortali viene provocato dall’uso del cellulare al volante, che non è inserito come aggravante nell’omicidio stradale e che oggi costituisce una vera e propria emergenza. E manca l’educazione stradale nelle scuole, che continuiamo a chiedere invano ad ogni governo».

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