Tir sempre più pericolosi !


Tir sempre più pericolosi !

La sicurezza stradale dei tir è un tema sempre più sentito e delicato. Li chiamano bombe in marcia. Ma il vero problema è la loro elusione a favore di una logica di profitto. Due i fattori sul banco degli imputati. La stanchezza dei conducenti e la scarsa manutenzione degli automezzi. Da tempo la Onlus Avisl sta monitorando la situazione. Da analisi condotte dal nostro centro studi, effettuate su dati Aci Istat è risultato che il 90 per cento degli incidenti in cui sono coinvolti camion dipendono interamente o parzialmente da fattori umani; ad esempio, quando uno o più conducenti dei veicoli coinvolti sono distratti, stanchi o non valutano bene la propria velocità. C'e' poi un altro aspetto. Sempre più spesso la manutenzione dei veicoli viene trascurata a causa della crisi e per alzare i margini di profitto. Occorrono verifiche sulle revisioni e controlli stringenti sulla manutenzione di tutti i veicoli.

La sicurezza stradale e' una priorità della politica sui trasporti. Si tratta di una responsabilità congiunta di autorità pubbliche e imprese.

Secondo gli ultimi calcoli i camion e i tir con targa italiana che trasportano materiali pericolosi e potenzialmente letali sono 78mila, mentre in totale i mezzi pesanti circolanti nella penisola sono circa 4 milioni. In base ad una ricerca dell’Eurostat c’è stato un notevole aumento di mezzi trasportanti infiammabili come benzina, cherosene, soluzioni e vernici. Sulle autostrade italiane circolano in media 10mila potenziali “bombe” in marcia, di conseguenza sono aumentati anche i controlli. Questi mezzi sono regolamentati dall’accordo internazionale Adr, sottoscritto negli anni ’50 e aggiornato ogni due anni per adeguarsi alle nuove esigenze di spostamento dei materiali pericolosi.

Distrazioni causate dagli smartphone o colpi di sonno rappresentano 1/3 degli incidenti con i camion. La legge prevede un massimo di 9 ore di guida non consecutive per evitare turni massacranti, ma spesso i camionisti arrivano addirittura a 14 ore di guida, situazione che naturalmente ne condiziona la lucidità e i riflessi. In realtà le tempistiche vengono tenute sotto controllo da un tachigrafo digitale, che traccia i tempi di percorrenza e le distanze percorse. Il sistema però non è perfetto e può essere facilmente aggirabile. Un altro “killer” silenzioso è lo smartphone, che spesso distrae il guidatore provocando incidenti mortali per un secondo di disattenzione.

Per mettere la parola fine a queste problematiche si sta studiando la possibilità di inserire una schermatura interna all’abitacolo che funga esattamente come uno smartphone, non disattivabile dal camionista. In questo modo non ci sarebbe alcun bisogno di alzare le mani dal volante per rispondere o effettuare una chiamata innalzando il livello di sicurezza stradale, infatti tale soluzione si sta studiando anche per le auto.