Sulle croci bianche i volti delle vittime della strada


Sulle croci bianche i volti delle vittime della strada

Cinquanta croci bianche, con altrettante foto di vittime, per lo più giovani e giovanissime, talvolta intere famiglie, hanno coperto la piazza di San Mauro di Saline, creando curiosità e impressione.

Erano i simboli e i volti delle vittime di incidenti stradali che Avisl, l’Associazione vittime incidenti stradali, sul lavoro e malasanità ha voluto ricordare nella Giornata mondiale che le Nazioni Unite dal 1995 hanno voluto dedicare loro nella terza domenica di ottobre.

«La scelta è caduta su San Mauro perché abbiamo voluto sensibilizzare sul problema anche la provincia, dopo anni di iniziative in città», spiegano i coniugi Stefano Benato e Patrizia Pisi che otto anni fa hanno perso l’unico figlio Alberto, diciassettenne, falciato con un amico mentre erano a piedi, da un’auto che ha sbandato perché condotta da un ubriaco.

Nella messa celebrata prima della semplice cerimonia di benedizioni delle croci in piazza, monsignor Mario Castagna ha ricordato le vittime più vicine e conosciute dai compaesani: da Antonio Fabbro, 16 anni, di San Mauro, deceduto due anni fa sulla sua moto mente tornava a casa da una festa di fine anno scolastico, ai fratelli Elisabetta e Nicolò Gugliemini con la cugina Sara Ravelli, di Roverè, tutti giovanissimi, morti in Spagna in un tragico incidente stradale e Renzo Masenelli che lo scorso anno ha lasciato la sua vita in sella alla moto a pochi metri da casa, a San Rocco di Piegara. Nella chiesa gremita e in piazza si sono ricordati loro e i familiari, perché simili drammi lasciano ferite che non si rimarginano in chi resta incredulo a vivere una vita privata a volte dell’unico tesoro sul quale fondava il proprio futuro.

«Per questo ho aperto con Anna Maria Caliari, Ama, Associazione di mutuo aiuto, dove i superstiti si sostengono reciprocamente coinvolgendosi gli uni nelle difficoltà degli altri. Partecipano genitori, fratelli e sorelle di vittime della strada ma anche di incidenti sul lavoro e di malasanità», spiega Patrizia Pisi che è anche responsabile per il Veneto di Avisl. «Gli incontri sono aperti a tutti e chiunque può partecipare portando la propria sofferenza. Tante persone che pensavano solo a morire frequentando il gruppo sono riuscite a ritrovare un po’ di voglia di vivere e di speranza».

È successo anche a Moreno Fabbro, papà di Antonio, che con la moglie e la figlia partecipa attivamente a uno dei gruppi di mutuo aiuto. «L’ho scoperto nei giorni successivi all’incidente di Antonio perché nella stessa pagina de L’Arena era pubblicata la cronaca dell’incidente e la testimonianza di un gruppo di mutuo aiuto a cui mi sono rivolto un mese dopo e dal quale non ci siamo più staccati», rivela Moreno, «riportandone un grande aiuto e sostegno». «Quando abbiamo notizia di fatti tragici scriviamo una lettera di condoglianze alla famiglia, spiegando anche la nostra opera e le sue finalità», aggiunge Patrizia, «e molti si avvicinano fiduciosi e desiderosi di aiuto».

«Siete davvero delle mamme coraggio da premiare», ha commentato il sindaco Italo Bonomi che ha accolto immediatamente la richiesta di ospitare la Giornata a San Mauro di Saline. «Ringrazio Agsm che ha sostenuto e sponsorizzato il progetto e mi auguro che in futuro si trovino tutti i mezzi per evitare il ripetersi di simili eventi, che segnano indelebilmente la famiglia e la comunità».

«Noi ringraziamo il sindaco per aver accolto la nostra richiesta», hanno concluso Stefano Benato e Patrizia Pisi, «il parroco per la sensibilità e la vicinanza dimostrate durante la cerimonia di ricordo e la comunità di San Mauro che ha accettato questo momento di riflessione».