Stupidario della sicurezza stradale: miracolosi effetti delle ferie sugli autisti di camion


Stupidario della sicurezza stradale: miracolosi effetti delle ferie sugli autisti di camion

Le ferie sono evidentemente una mano santa e hanno effetti a dir poco miracolosi sui lavoratori. A riguardo, sia ben chiaro, non ci sono ancora i risultati di ricerche condotte da famosi istituti internazionale, ma, per questa volta accontentiamoci, il parere del giudice di pace di Chieti.

Esaminando il ricorso di autotrasportatore fermato dalla Polizia Stradale per aver guidato oltre l’orario consentito dalla Legge, il giudice di pace in questione ha sentenziato che, essendo il conducente “stato in ferie con conseguente periodo di riposo dal 22 al 27 Aprile, aveva svolto il periodo di riposo settimanale prescritto dalla Legge”. Per questo motivo il suo ricorso doveva essere quindi accolto poiché “il ricorrente aveva superato di poco più di un’ora il turno di lavoro” e che “considerato che il lavoratore era appena rientrato dalle ferie era sicuramente riposato”. Peccato che non sia dato sapere cosa abbia fatto effettivamente l’autista durante le ferie: se ne sarà stato beatamente in panciolle oppure avrà fatto trekking! Chissà!

Guidare, magari per molte ore consecutive, un autocarro od un autobus è un mestiere decisamente stressante e faticoso. Non per niente, ci capita di sentire o di leggere di veicoli di questo tipo coinvolti in incidenti stradali dovuti ad un improvviso colpo di sonno del conducente. Per questo motivo il regolamento CE 561/2006 prescrive che l’autista non possa stare al volante oltre un determinato numero di ore consecutive ed impone la presenza a bordo dei veicoli pesanti di oltre 3,5 tonnellate o con più di 9 posti più conducente di un tachigrafo per registrarne i tempi d’uso.

I colpi di sonno non sono uno scherzo. Ogni anno calo dell’attenzione, riflessi poco pronti e stanchezza causano in Italia oltre 40.000 incidenti ovvero il 22% di tutti i sinistri registrati. Il giudice di pace di Chieti se ne rende conto?

(Fonte La Repubblica)