Strage di Sassano: killer ai domiciliari in un luogo segreto


Strage di Sassano: killer ai domiciliari in un luogo segreto

SALERNO — «Gianni sta facendo il suo percorso, è ancora molto confuso e ha bisogno di tempo, di molto tempo ancora per rendersi conto di quello che è successo».

È un sacerdote la persona che da qualche giorno ha accettato un compito oltremodo difficile: prendersi cura di Gianni Paciello, il giovane di 22 anni che il 28 settembre scorso a Sassano ha causato la morte di quattro giovani, tra cui il fratello Luigi di 14 anni, andandosi a schiantare ubriaco e a folle velocità.

Paciello si trova agli arresti domiciliari, è accusato di omicidio colposo plurimo, in una località segreta, accolto in una struttura gestita da un’associazione onlus. Solo i genitori sanno dove è stato portato il figlio, condotto nella nuova località a bordo di un’auto dei carabinieri, una volta dimesso dal reparto detenuti dell’ospedale «San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona» di Salerno. Sassano, il suo paese, ha sottoscritto una petizione con centinaia di firme, consegnata alla Procura di Lagonegro, per impedire il suo ritorno. «Gianni non deve tornare a casa. Non è vendetta, solo giustizia», è il titolo attribuito alla petizione popolare avviata dai familiari delle vittime.

Intanto nel piccolo centro del Vallo di Diano ancora scosso da quella terribile domenica di sangue si sta organizzando la veglia di preghiera e la fiaccolata in programma alle ore 21 di martedì prossimo, 28 ottobre, ad un mese esatto dal tragico incidente che costò la vita ai fratelli Nicola e Giovanni Femminella, figli del titolare del bar, e a Daniele e Luigi Paciello. Il momento di preghiera con il parroco don Carmine Tropiano e con don Bernardino Abbadessa della parrocchia della Beata VergineMaria di Pompei di Silla è previsto nel santuario del Cuore Immacolato di Maria a Varco Notar Ercole, una frazione del comune di Sassano. Alla fine della messa si snoderà una fiaccolata dal santuario mariano fino al luogo dell’incidente.le velocità con la sua Bmw 520 contro un tavolino del bar «New Club 2000».

(Fonte Corriere del Mezzogiorno)