Strade pericolose nella capitale


Strade pericolose nella capitale

“Nella Capitale, ogni giorno lo scenario è lo stesso: auto e moto costrette a tortuose e pericolose gimkane, non da guidatori in preda agli effetti dell’abuso di alcol, ma da autisti prudenti, attenti alla loro incolumità e a quella del loro mezzo. Ha ragione Raul Bova quando dice che girare per Roma sulle due ruote è pericoloso. Lo testimoniano tante storie, una delle quali la sto seguendo in prima persona: il caso di Elena Aubry”, dice l'avvocato Domenico Musicco, presidente della Onlus Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali) e legale della madre della vittima, che si occupa della richiesta di risarcimento nei confronti del Comune. “Ancora troppo spesso – aggiunge – non è riconosciuta una responsabilità penale ai gestori delle strade. Sarebbe fondamentale per tutte quelle persone che hanno subito danni, un incidente, o, purtroppo, hanno perso la vita, a causa dell'incuria della rete stradale. La mappa del dissesto si aggiorna in continuazione, nonostante i cantieri stradali, piccoli e grandi. C'è un dato su cui dovremmo riflettere: Negli ultimi quindici anni in Italia si è speso, per ogni vittima della strada, poco più di 16mila euro in sicurezza. Nel nostro Paese gli investimenti pro capite in sicurezza stradale non arrivano a 5 euro; in Svizzera, Svezia, Francia oscillano tra i 20 e 25 euro, con una spesa, rispetto a ogni vittima, che varia tra i 250mila e i 430mila euro. Dal 2002 ad oggi, la spesa totale dell’Italia per migliorare la sicurezza in strada è stata lo 0,33 % dei costi degli incidenti nello stesso periodo. Nel codice della strada è presente una norma che obbligherebbe gli enti locali ad utilizzare il 50 per cento delle contravvenzioni per mettere in sicurezza le strade, ma purtroppo manca il decreto attuativo. Speriamo che il nuovo esecutivo metta la sicurezza stradale ai primi posti per risolvere un problema che è risolvibile ma per cui spesso manca la volontà”.