Pirata a Lampedusa “Morte sulle strade”.


Pirata a Lampedusa “Morte sulle strade”.

L’automobilista dopo poche decine di metri ha fermato l’auto ed è fuggito insieme ad altre persone che erano a bordo. La dinamica, purtroppo è chiara, ma per sapere quali erano le condizioni del pirata al momento dell’incidente dovremo aspettare i test a cui sarà sottoposto l’uomo, che nel frattempo è stato fermato. Possiamo però fare alcune considerazioni su quanto accaduto: tra i comportamenti errati più frequenti causa di incidenti vi sono la distrazione alla guida e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida. La legge sull’omicidio stradale, di cui siamo stati tra i primi promotori, ha portato effetti positivi, ma se proviamo a rivolgere lo sguardo fuori dai nostri confini il focus è centrato sulla prevenzione. La prevenzione si affida a tre punti fondamentali: sicurezza del veicolo, sicurezza delle infrastrutture ed una mobilità cooperativa autonoma e connessa. Ad esempio il semplice controllo delle gomme potrebbe salvare in Italia oltre 50 vite all’anno”. Sono queste le parole usate dall’avvocato Domenico Musicco, presidente della Onlus Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali) per provare a spiegare quanto accaduto a Lampedusa.