Omicidio stradale, parlano le figlie del pedone morto: «Fate giustizia»


Omicidio stradale, parlano le figlie del pedone morto: «Fate giustizia»

All’una e mezza della notte del 27 marzo Melchiorre Mistretta, professione cuoco, 62 anni, di ritorno dal lavoro, attraversava la strada in via Ludovico il Moro, in direzione di piazzale Negrelli, per andare a casa. Melchiorre è stato investito e ucciso da una macchina con a bordo quattro ragazzi, sempre italiani, reduci da una serata in un locale per una festa di compleanno.

È il primo caso di omicidio stradale a Milano e Lombardia (e uno dei primi cinque in Italia) dopo l’introduzione del reato; l’inchiesta della Procura è in corso, secondo indiscrezioni il guidatore aveva tassi ben oltre il limite consentito, «alcol oppure droga se non entrambi». Si attendono i responsi definitivi. Lunedì c’è stata l’autopsia di Mistretta; ieri, nella nativa Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, sono stati celebrati i funerali, alla presenza dell’ex moglie e delle due figlie, delle quali una ha vissuto fino a poco tempo fa a Milano col papà, e l’altra studia e vive a Bologna.

La famiglia, difesa dall’avvocato Domenico Musicco, chiede che sia fatta giustizia e che il responsabile paghi. Se in altri casi era un appello «obbligato» che non si traduceva in fatti, adesso, insistono le figlie, gli strumenti ci sono, esiste una legge e dev’essere fatta rispettare.

Dopodiché possiamo domandarci, come fa lo stesso Musicco, presidente dell’associazione vittime incidenti stradali e sul lavoro, se l’agognata legge non sia una merce di scambio per altre leggi future che, chissà, potrebbero per esempio vedere il dimezzamento dei premi assicurativi. Ma al momento non è un caso che questo incidente fatale sia avvenuto a Milano. Come raccontato ieri dal Corriere, rimane lontano il tristissimo anno record del 2006: l’anno scorso gli incidenti stradali sono ancora calati; però è vero, come illustrano i dati della polizia locale, che negli ultimi anni è risalito il numero dei decessi. A causa del vizio diventato ossessione di guidare attaccati al cellulare, ha spiegato il comandante della polizia locale Antonio Barbato. Nel contempo, ricorda l’avvocato Musicco, sarebbe un errore dimenticare quante disgrazie avvengono specie le notti di venerdì e sabato, dalle due all’alba, all’uscita dai locali, con milanesi imbottiti di alcolici e di droga, che spesso nel silenzio o nelle dimenticanze di molti («Servirebbero più controlli, più pattuglie, più prevenzione») è tornata a infestare Milano. Il processo per la morte di Mistretta farà molto «scuola» e verrà seguito con particolare attenzione. Bisogna dire che la vittima non attraversava sulle strisce, ma l’indagine dovrà appurare se per errore o perché di strisce nelle immediate vicinanze non ce n’erano. E poi, comunque, sarà determinante la velocità del guidatore oltre a quello che, eventualmente, aveva «preso» in quella serata di festa.


Fonte: corriere.it