Morte dei due ragazzi speronati a Bergamo:“L’investitore ha usato l’auto come una pistola”


Morte dei due ragazzi speronati a Bergamo:“L’investitore ha usato l’auto come una pistola”

Da omicidio volontario plurimo a omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso. È questa la decisione del gip di Bergamo nei confronti del 33enne che sabato scorso ha rincorso, investito e ucciso due ragazzi: Luca Carissimi, 21 anni, e Matteo Ferrari, 18 anni. “Una decisione affrettata - commenta l’avvocato Domenico Musicco, presidente della Onlus Avisl -. Quanto sta accadendo intorno a questa vicenda è sconcertante: l’omicidio stradale non è e non può diventare una scappatoia per un omicidio volontario. Ci sono delle evidenze che fanno propendere per la volontarietà del gesto. Come accertato dagli inquirenti, la tragedia si sarebbe consumata in seguito a una lite nata da alcuni apprezzamenti rivolti da Carissimi alla ragazza del 33enne. La tensione è poi proseguita all’esterno del locale, placata dall’intervento di un addetto alla sicurezza. Infine, l’inseguimento a tutta velocità tra le vie di Azzano San Paolo e lo speronamento. Chi usa la macchina in questo modo lo fa come se tenesse in mano una pistola. Restiamo in attesa della perizia cinematica e di altre risultanze che ci potranno fornire ulteriori dettagli, ma quella presa dal Gip ha tutta l’aria di essere un’errata interpretazione della legge. Purtroppo sì tutela il colpevole dimenticandosi di tutelare le vittime”.