L’omicidio stradale arriva in Senato: Musicco (AVISL), inasprire le pene per chi uccide alla guida


L’omicidio stradale arriva in Senato: Musicco (AVISL), inasprire le pene per chi uccide alla guida

La riforma del codice della strada arriva in Senato. Ieri il passaggio alla Camera, con l’approvazione a larghissima maggioranza, ha di fatto avviato l’iter per l’introduzione del reato di omicidio stradale e la misura dell’ergastolo della patente.

Cosa succede in sostanza: è stata prevista una delega per introdurre nel codice penale, con una opportuna modifica, l’omicidio stradale, cioé l’omicidio commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale doloso e non colposo, in particolare se commesso da soggetti alla guida ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti. Per migliorare la sicurezza verrà istituita una banca dati unica delle infrazioni stradali, e i dati su veicoli e patenti potranno essere utilizzati liberamente in formato open source.

Capitolo multe. Una quota non inferiore al 15% dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato andranno a un fondo per l’intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale.

Una vittoria per la Onlus Avisl e il suo presidente, l’avvocato Domenico Musicco, che solo due giorni fa era stato ricevuto dal viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Riccardo Nencini, proprio per accelerare i tempi delle modifiche al codice della strada, che aveva commentato con favore l’impegno dell’associazione. “Dobbiamo continuare a batterci per l’inasprimento delle pene per chi provoca la morte di una persona. Tra sconti di pena e indulti molti non scontano un giorno di carcere”‘ aveva detto il viceministro.

“Lo scorso anno, in Italia, ci sono stati oltre 3.600 morti e più di 256 mila feriti con un costo per la sanità pari al 2 per cento del Pil nazionale. Una strage silenziosa che pesa sulle casse dello Stato in modo enorme. Dietro ogni incidente c’è il dolore delle famiglie e un costo sociale altissimo. Ora è arrivato il momento di dire basta a tutto questo”, ha detto il presidente di Avisl, che ha aggiunto: “Non ci fermiamo qui, la battaglia è rivolta anche al futuro e all’educazione delle giovani generazioni, solo così potremo fermare questa strage”.