Investire in sicurezza significa risparmiare vite


Investire in sicurezza significa risparmiare vite

In un’analisi condotta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono stati stimati i costi legati ai sinistri stradali in cui vi siano stati morti o feriti. Il costo umano delle vittime tiene conto della perdita di produttività per la società e dei costi delle eventuali cure mediche. Sono stati valutati inoltre i costi generali degli incidenti, riferiti ai danni dei veicoli coinvolti, alle spese per il rilievo degli incidenti da parte delle forze di polizia, ai costi legali e amministrativi di gestione, ai danni causati all’infrastruttura stradale e agli edifici. La stima del Ministero, riferita al 2010, indica un costo per un decesso derivante da incidente stradale pari a circa 1,5 milioni di euro, 42 mila euro nel caso di un ferito. I costi generali per singolo sinistro sono pari a circa 11 mila euro. Sulla base di queste valutazioni si può stimare il costo per la collettività degli incidenti stradali più gravi avvenuti in Italia nel 2016, stimabili nel complesso in poco meno di 170 mila sinistri, in 16,2 miliardi di euro. Se avessimo ridotto la sinistrosità italiana secondo quanto stabilito dall’obiettivo europeo per il 2020, ovvero dimezzando il numero di vittime registrate nel 2010, avremmo risparmiato quasi 1,8 miliardi di euro. Il risparmio in termini di vite umane sarebbe stato pari a oltre 300 persone, il cui valore affettivo supera qualsiasi stima economica. Scopo dell’analisi è stato quello di studiare i fattori che incidono maggiormente su quegli incidenti in cui ci sia stato almeno un decesso entro 30 giorni dal sinistro. Nel complesso l’1,4% dei sinistri più gravi ha visto la presenza di almeno un morto. Per porre un freno a queste cifre è necessario intervenire a più livelli. Un primo livello di interventi dovrebbe riguardare le infrastrutture, concentrando le risorse sulle strade statali e su quelle provinciali delle aree del paese in cui si riscontra una maggiore rischiosità. Un secondo piano di interventi dovrebbe riguardare l’intensificazione dei controlli da parte delle autorità. In particolare gli sforzi andrebbero concentrati soprattutto durante il fine settimana, nelle ore notturne e nei mesi in cui si osservano i maggiori
spostamenti per le vacanze. Un terzo livello di interventi dovrebbe riguardare un piano di sensibilizzazione degli automobilisti. Renderli quindi maggiormente consapevoli del fatto che la mortalità su strada è più alta quando c’è un eccesso di fiducia nella capacità di governare il proprio mezzo, che può indurre il conducente a mantenere una velocità troppo elevata, azzardare sorpassi spericolati o utilizzare lo smartphone durante la guida.