"Ciclisti, l’utenza debole della strada"


"Ciclisti, l’utenza debole della strada"

“Il numero di ciclisti morti in incidenti stradali è altissimo:254. Considerato che in un anno ci sono 8.760 ore, significa una vittima ogni 35 ore. I pedoni sono stati vittime della strada con frequenza ancora maggiore. Lo scorso anno, i pedoni sono stati 600, cioè uno ogni 15 ore scarse. E ancora più alta è la frequenza delle vittime tra i motociclisti: quelli vittime di incidenti mortali sono poi stati 735, cioè uno ogni 12 ore”, spiega l’avvocato Domenico Musicco presidente della Onlus Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali) per inquadrare quanto accaduto in via Rombon, a Milano, dove un giovane ciclista è stato investito e ora lotta per sopravvivere. “Bisogna adottare misure di sicurezza specifiche. Una migliore progettazione degli autoveicoli e dei mezzi pesanti può ridurre il rischio di provocare lesioni ai ciclisti: un esempio sono i paraurti di nuova concezione e gli specchietti speciali per l’angolo morto sui camion. Alcune automobili nuove sono dotate di un sistema di rilevamento dei ciclisti che può azionare automaticamente i freni ed evitare così un incidente. Laddove è possibile bisognerebbe separare le biciclette dal traffico mediante piste ciclabili. Anche limiti di velocità inferiori ai 30 km/h nei centri abitati possono essere utili”, conclude Musicco che rivolge un ultimo pensiero a quanto accaduto a Mondragone: lo diciamo da tempo. La legge da sola non basta occorrono controlli capillari per prevenire casi come quello della piccola investita da un pirata della strada”.