Auto pirata a Mestre !


Auto pirata a Mestre !

“È passato un anno dall’introduzione dell’omicidio stradale ma i casi di pirateria si verificano ancora con sconcertante puntualità. Dobbiamo lavorare su prevenzione e ottenere maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Ma ci sono anche altri aspetti da sottolineare, le nostre strade non sono ancora sicure come nel resto d'Europa. Il tratto di strada dove si è verificato l’incidente di Mestre, come molte altre, non è illuminato e questo di sicuro ha concorso all'incidente. Da tempo chiediamo che i soldi provenienti dalle multe vengano investiti per e in sicurezza stradale. Su questo si fa ancora troppo poco. Vi sono poi delle circostanze da prendere in considerazione. La prima riguarda il lasso temporale in cui si verificano i sinistri: nel fine settimana che si registra l’impennata dei sinistri dovuti all’alcol con una percentuale che sfora i 53 punti percentuali. A questo poi va aggiunto il fatto che gli automobilisti sempre più spesso guidano con un occhio alla strada e uno allo smartphone, un’abitudine pericolosa che sta diventando la prima causa di incidenti anche mortali. Per ultima un’annotazione: la fuga dopo aver provocato un incidente è un comportamento che non paga. Mai. Nonostante i casi di cronaca continuino a raccontare di pirati che vengono rintracciati dalle forze dell'ordine dopo la loro fuga, chi è colpevole di incidente prova a farla franca. Dobbiamo, tutti insieme, far sapere che questo comportamento è inutile e dannoso anche in ottica di un processo. Chi provoca un sinistro deve avere la calma per poter prestare i primi soccorsi, che spesso si dimostrano fondamentali per salvare vite umane”. Parla così l’avvocato Domenico Musicco, presidente della Onlus Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali) per commentare quanto accaduto a Mestre, dove una ragazza di 18 anni è stata investita e uccisa nel tratto finale della A57, in direzione Padova, a poca distanza dal casello di Villabona a Mestre.